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	<title>Libreria l&#039;Aquilone &#187; Interviste</title>
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	<description>La libreria per ragazzi a Verona</description>
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		<title>SOTTO IL SEGNO DELL&#8217;ARPA</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2018 16:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli di lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Nicola Cinquetti sul suo nuovo libro di poesie per bambini: Cartoline dall’Italia, Edizioni Lapis, illustrazioni di Desideria Guicciardini. C’è ancora spazio, oggi, per un libro di poesie per bambini? I bambini sono probabilmente i principali lettori di poesia, per il fatto che nelle scuole italiane, per fortuna, si continua a dare molta importanza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-818" src="http://www.librerialaquilone.com/wp/wp-content/uploads/2018/11/index.jpg" alt="index" width="239" height="211" /></p>
<p>Intervista a <strong>Nicola Cinquetti</strong> sul suo nuovo libro di poesie per bambini: <strong>Cartoline dall’Italia</strong>, Edizioni <strong>Lapis</strong>, illustrazioni di <strong>Desideria Guicciardini</strong>.</p>
<p><strong>C’è ancora spazio, oggi, per un libro di poesie per bambini?</strong></p>
<p>I bambini sono probabilmente i principali lettori di poesia, per il fatto che nelle scuole italiane, per fortuna, si continua a dare molta importanza all’incontro con i testi poetici. E l’esperienza degli insegnanti ci dice che i versi e le rime esercitano sempre una forte attrattiva sui bambini, che per natura si accostano alle parole anzitutto con l’orecchio, godendo dei suoni e dei ritmi.<span id="more-817"></span><br />È vero però che la poesia soffre l’ambiente scolastico in misura maggiore, rispetto ad altri generi letterari, in quanto il lavoro scolastico si svolge all’interno di spazi fisici e mentali circoscritti, non privi di una componente coercitiva, mentre la poesia rivela se stessa in tutta pienezza solo in presenza di una sostanziale libertà di approccio. <br />Mi riferisco anche all’aspetto grafico e materiale: le poesie non sono a loro agio dentro i libri di scuola, perché nascono per respirare all’interno di spazi vuoti e ariosi, non per essere circondate e soffocate da apparati esplicativi. Con una metafora: le bandiere svelano se stesse solo se esposte al vento; se le tiriamo giù e le stendiamo per osservarle e analizzarle, perdono qualcosa di essenziale.</p>
<p><strong>Se volessimo dare una definizione di “poesia per bambini”, quale potrebbe essere?</strong><br /> <br />La poesia per bambini (e più in generale la letteratura per bambini) è quella che il lettore bambino può capire e gustare senza la mediazione di un adulto. Il lettore adulto, d’altra parte, può comprendere e gustare la poesia per bambini solo grazie alla mediazione del proprio sé bambino. <br />È evidente, poi, che una poesia si lascia gustare da un bambino solo se corrisponde alla sua sensibilità, alla sua immaginazione e alla sua esperienza. In questo senso, la poesia per bambini attinge a piene mani ad altre forme espressive inerenti all’universo infantile, come la conta e la filastrocca per il valore dei suoni, la fiaba e la favola per i significati. <br />Il terreno buono, per la fioritura della poesia, è quello ricco di meraviglia e di magia: un terreno che appartiene per natura al bambino e alla sua rappresentazione del mondo. Del resto, che cos’è una metafora, se non un’opera di trasformazione di una cosa in un’altra, vale a dire una magia linguistica? <br />Questo non significa che la poesia per bambini debba necessariamente scaturire da un pathos incantato e suggestivo. Scrivere per bambini significa muoversi in un’atmosfera di leggerezza, che lascia sempre aperta la possibilità di tuffarsi nel gioco e nello scherzo. Ho citato prima la favola e la fiaba, ma la poesia per bambini è imparentata anche con un’altra forma narrativa, tanto amata nel mondo infantile: la barzelletta.</p>
<p><strong>C’è un particolare valore formativo nell’insegnamento della poesia?</strong></p>
<p>Se utilizzo la poesia come un mezzo per dettare un contenuto di carattere morale, pedagogico o… pediatrico, mortifico ogni senso poetico, soprattutto se mi rivolgo al bambino, che fiuta l’inganno e si mette subito sulle difensive: la veste poetica non può essere un confetto con cui rendere meno indigesta la pillola amara del precetto impartito dall’adulto.  <br />Detto questo, non credo che sia necessario ricordare le virtù benefiche della poesia, in ambito educativo, essendo note da sempre. Mi limito a dire che nel mondo contemporaneo, dove la coscienza è sottoposta a un flusso continuo e indistinto di parole e di informazioni, l’incontro con la poesia può rappresentare una sosta salutare, in quanto insegna a dare attenzione al linguaggio in termini qualitativi, e ad assaporare la ricchezza di significato della singola parola. Ricordo quanto mi disse una ragazzina alle prese con i primi tentativi di scrittura poetica: “Voglio scrivere una poesia con la parola inesorabile: mi piace troppo!”.      </p>
<p><strong>Veniamo alle Cartoline dall’Italia: come nasce questa nuova raccolta di poesie?</strong></p>
<p>Il libro propone un viaggio poetico attraverso le città d’Italia, piccole e grandi, alla ricerca di scorci, monumenti e attrattive da catturare con occhio curioso e descrivere in versi. Come suggerisce il titolo, le cinquantasei poesie si presentano come delle cartoline in rima, scritte con affetto, nella speranza di suscitare nei destinatari un moto di sorpresa o un sorriso. La presenza di altrettante illustrazioni a colori completa il gioco. La mano è quella di Desideria Guicciardini e io ne sono felice, perché le sue figure sono un’alchimia di leggerezza e profondità.  <br />Da dove mi sia venuta l’idea di questo libro, io non lo so, ma in fondo si tratta di un’idea semplice, che non richiede chissà quale scatto di fantasia. Il mio primo libro di poesie per bambini, Eroi re regine e altre rime (pubblicato nel 1997 dalle Nuove Edizioni Romane e riedito di recente da Parapiglia), è una raccolta di versi dedicati ai grandi personaggi della storia: potrei dire semplicemente che a distanza di anni ho ritrovato l’idea feconda passando dalla storia alla geografia, dagli eroi ai monumenti. <br />C’è dell’altro, però, che mi viene in mente. Quando ero bambino, negli anni Settanta, ero affascinato dalle immagini in bianco e nero dell’Intervallo che andava in onda sulla RAI. Io guardavo quelle cartoline in bianco e nero, che sfilavano sulla musica suadente e incantatrice dell’arpa, e apprendevo con stupore che ogni città d’Italia ha la sua bellezza da dichiarare e da esibire al mondo con orgoglio: ecco, mi piace pensare che queste mie cartoline siano nate sotto il segno dell’arpa.</p>
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		<title>Iliade e Odissea per bambini. Intervista all&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2015 14:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Classici]]></category>
		<category><![CDATA[Lapis]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Cinquetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima l&#8217;Odissea e poi l&#8217;Iliade: Nicola Cinquetti, veronese, professore di Storia e Filosofia al liceo, autore di narrativa e poesia per ragazzi, ha riscritto per un pubblico giovanissimo i testi omerici. Pubblicati da Lapis e illustrati da Desideria Guicciardini, che per l&#8217;occasione non utilizza il suo più consueto stile chiaro e giocoso, ma produce affascinanti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-398" src="http://www.librerialaquilone.com/wp/wp-content/uploads/2015/05/odissea-208x300.jpg" alt="Layout 1" width="150" height="217" />Prima <strong>l&#8217;Odissea</strong> e poi <strong>l&#8217;Iliade</strong>: <a title="nicola cinquetti" href="http://www.aquilino.biz/cinquetti.htm" target="_blank"><strong>Nicola Cinquetti</strong></a>, veronese, professore di Storia e Filosofia al liceo, autore di narrativa e poesia per ragazzi, ha riscritto per un pubblico giovanissimo i testi omerici. <span id="more-396"></span><br />Pubblicati da <strong>Lapis</strong> e illustrati da <strong>Desideria Guicciardini</strong>, che per l&#8217;occasione non utilizza il suo più consueto stile chiaro e giocoso, ma produce affascinanti illustrazioni scure, definite e possenti.</p>
<p>Entrambi i volumi sono molto amati da noi in libreria, e abbiamo deciso di offrirvi un approfondimento con la voce dell&#8217;autore stesso, che ha gentilmente deciso di rispondere ad alcune domande per chiarire quale valore abbiano due testi così complessi per i ragazzini dei nostri giorni, e quale il loro percorso autoriale ed editoriale.</p>
<p><em>L’impressione che ho avuto leggendo la tua scrittura dei testi omerici è stata di assoluta fedeltà. Eppure il tuo testo è una prosa agile e diretta, alleggerita da epiteti esornativi, dialoghi e molto altro che caratterizzano il testo greco e le sue traduzioni più letterali, compresa la metrica naturalmente.</em><br /><em>È come se si trattasse piuttosto di una <strong>fedeltà concettuale</strong>, perché poi lo spirito originario risulta assolutamente intatto, anche grazie alle illustrazioni ieratiche e vicine (anch’esse in modo concettuale) alla pittura vascolare. Come hai lavorato per ottenere questo risultato?</em></p>
<p>Nel momento in cui mi sono dedicato alla riscrittura dei testi omerici, mi sono ritrovato in una posizione molto delicata: da una parte queste opere, <em>antiche come le montagne</em>, dall’altra i ragazzi, i giovani lettori. Nel mezzo io, appunto.<br /><!--more--><br />Ora, di fronte a tanta grandezza narrativa e spirituale, mi sono imposto di ridurre – per quanto possibile – l’interferenza della mia persona, della mia voce, <strong>perché l’incontro tra i ragazzi e le storie omeriche non fosse compromesso dalla mia mediazione</strong>. Di qui il desiderio di rimanere il più possibile fedele ai testi. La fedeltà, peraltro, è un valore di fondo dell’etica omerica.</p>
<p>Mi sono sentito un po’ come una guida alpina, che conduce i ragazzi alla scoperta di una montagna e delle sue meraviglie. Io ho scelto il sentiero da seguire e ho scandito il passo. Lungo il cammino, però, ho cercato di parlare il meno possibile, perché fosse la montagna, con le sue voci e le sue immagini, a raccontare a ciascuno sé stessa.</p>
<p><em><img class="alignleft wp-image-399" src="http://www.librerialaquilone.com/wp/wp-content/uploads/2015/05/iliade-211x300.jpg" alt="Layout 1" width="150" height="214" />Violenza, regole sociali arcaiche, preclassiche e brutali; un pantheon di dèi amorale, capriccioso, per cui il destino umano è gioco o posta in gioco… tanti sono gli elementi “difficili” e stranianti. Cosa pensi abbiano da offrire Iliade e Odissea a un ragazzino di oggi tanto da leggerli al di fuori del contesto scolastico? Oltre al fascino della narrazione antica, ci vedi anche qualche chiave di comprensione del mondo contemporaneo?</em></p>
<p>L’Iliade e l’Odissea sono anzitutto grandi storie. <strong>Le storie per eccellenza sulle quali si è fondata la narrativa occidentale</strong>. Le storie di tutte le storie. Si sono formate nel corso di secoli di narrazione orale, come le fiabe. In questo processo, in questo continuo passare da una voce all’altra, l’essenziale si è mantenuto vivo e si è definito, l’accidentale si è perduto. In questo senso potrei dire di nuovo che leggere l’Iliade o l’Odissea è un po’ come contemplare una montagna, oppure un fiume, il mare.</p>
<p>Ma c’è di più. La ragione per cui gli uomini raccontano storie è senz’altro legata alla loro ricerca di significato. <br />Che l’Odissea sia una rappresentazione della vita umana, come viaggio interiore che ognuno deve intraprendere per conquistare (o riconquistare) sé stesso, è evidente. Ma il lettore dell’Iliade troverà altrettanta ricchezza simbolica, perché al di là dell’interminabile e insopportabile sequenza di massacri, al di là della celebrazione della virilità violenta e dominante, l’Iliade avanza con prepotenza la domanda sul senso della vita e della morte, soprattutto della morte.<br /><strong>Se l’Odissea è un racconto della vita, l’Iliade è un confronto con la morte</strong>. L’ultimo capitolo, l’ultima scena, dove Ettore trova finalmente degna sepoltura, in una momentanea sospensione dell’odio e della violenza, è la silenziosa risposta che Omero offre alla domanda di fondo dell’esistenza umana.</p>
<p>Non dobbiamo sottovalutare i giovani lettori. Anche loro, come gli adulti, chiedono alla letteratura di parlare con coraggio delle questioni decisive: la vita, il dolore, l’amore, la morte. È questa la ragione dell’attualità delle opere classiche.</p>
<p><em>E per te cosa rappresentano? Cosa ti ha spinto, in un percorso autoriale vario come il tuo, a dedicare attenzione e cura proprio a questi due testi?</em></p>
<p>La proposta di dedicarmi alla riscrittura dell’Odissea, e successivamente dell’Iliade, mi è stata fatta da Rosaria Punzi, direttrice editoriale delle Lapis. L’ho accettata con convinzione per diverse ragioni.<br />Anzitutto mi attirava l’idea di dovermi immergere nei due poemi omerici perché sapevo che ne sarei uscito migliorato nella mia capacità di scrittura. Per imparare a disegnare, i pittori si mettono davanti alle opere dei grandi artisti, lapis in mano, e le riproducono. Allo stesso modo, <strong>la riscrittura di un classico è un esercizio di stile decisamente formativo</strong>, per chi vuole coltivare l’arte di scrivere.</p>
<p>Sapevo inoltre, avendo già pubblicato più testi per le edizioni Lapis, che ne sarebbero usciti due libri curati in ogni aspetto. Un libro è sempre un lavoro d’equipe, ma questi due lo sono stati in maniera particolare. Voglio dire che sono nati da una collaborazione che ha coinvolto l’intera redazione, anzi l’intera casa editrice, in un lavoro appassionato e condiviso, pagina per pagina, parola per parola, animato dal comune desiderio di offrire ai ragazzi due opere rispettose delle antiche storie e della loro bellezza. <br />Il talento di Desideria Guicciardini e la sua sapienza creativa hanno completato il quadro.</p>
<p><strong><em>Odissea</em>, di Nicola Cinquetti, illustrazioni di Desideria Guicciardini, Lapis, 2014 (seconda edizione)</strong></p>
<p><strong><em>Iliade</em>, di Nicola Cinquetti, illustrazioni di Desideria Guicciardini, Lapis, 2015 (seconda edizione)</strong></p>
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